Incontinenza dopo prostatectomia: guida alla riabilitazione

2026-02-26
Incontinenza dopo prostatectomia: guida alla riabilitazione

Il pavimento pelvico gioca un ruolo cruciale nella salute maschile, specialmente quando si affrontano interventi urologici come la prostatectomia, ovvero la rimozione parziale o totale della prostata. Comprendere come funziona e come riabilitarlo è il primo passo per tornare a una vita attiva, sportiva e sociale senza condizionamenti.

Cos’è il pavimento pelvico?

Si tratta di un insieme di muscoli e fasce che chiudono la parte inferiore del bacino. Nell'uomo, ha il compito vitale di sostenere la vescica e il retto, ma soprattutto di garantire la continenza urinaria e fecale, e supportare la funzione erettile.

Il ruolo chiave dopo l'intervento alla prostata

A seguito della rimozione della prostata, l’equilibrio della zona pelvica viene inevitabilmente modificato. Poiché la prostata contribuisce meccanicamente alla tenuta dell'urina, la sua rimozione può causare episodi di incontinenza. La rieducazione del pavimento pelvico permette di allenare i muscoli affinché imparino a compensare la funzione dello sfintere rimosso o indebolito, riducendo drasticamente o eliminando del tutto le perdite.

Trattamenti e terapie per il pavimento pelvico post-prostatectomia

Sulla base dei dati raccolti, lo specialista definisce un piano terapeutico su misura che può includere diverse strategie.

  • Esercizi terapeutici: sessioni di ginnastica pelvica guidate in ambulatorio e protocolli di esercizi da svolgere in autonomia a casa per mantenere i risultati.
  • Tecarterapia: utilizzata per migliorare l'irrorazione sanguigna, ridurre eventuali stati infiammatori e accelerare il recupero dei tessuti profondi.
  • Biofeedback: una tecnologia non invasiva che permette al paziente di visualizzare su un monitor l'attività dei propri muscoli, imparando a controllarli con estrema precisione.

 

 

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