Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2026

2026-04-24
Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2026

Cos’è la Settimana Mondiale dell’Immunizzazione 2026?

La Settimana Mondiale dell’Immunizzazione, promossa dalla World Health Organization (WHO), rappresenta ogni anno uno dei principali momenti internazionali di sensibilizzazione sul valore della prevenzione vaccinale. L’edizione 2026, che si svolgerà dal 24 al 30 aprile, è dedicata al tema:
For every generation, vaccines work” – “Per ogni generazione, i vaccini funzionano”.
Si tratta di un messaggio semplice ma estremamente potente: i vaccini proteggono le persone lungo tutto l’arco della vita e costituiscono uno degli strumenti più efficaci e sostenibili della sanità pubblica moderna.

Un patrimonio di salute costruito nel tempo

La vaccinazione rappresenta uno dei maggiori successi della medicina moderna. Secondo le stime internazionali, oltre 150 milioni di vite sono state salvate negli ultimi cinquant’anni grazie ai programmi vaccinali. Dal vaiolo alla poliomielite, dal morbillo all’epatite B fino alle vaccinazioni più recenti, la storia dell’immunizzazione dimostra come la prevenzione vaccinale abbia cambiato radicalmente il profilo epidemiologico di molte malattie infettive.

Il tema scelto dalla WHO per il 2026 richiama proprio questa dimensione intergenerazionale della vaccinazione: i vaccini proteggono i bambini, tutelano gli adulti e garantiscono protezione agli anziani e alle persone fragili. L’immunizzazione rappresenta quindi un percorso di prevenzione continuo che accompagna le persone e le comunità nel tempo.

Pensiamo semplicemente al Covid 19: secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute con l’introduzione massiva della vaccinazione anti-Covid, dal momento in cui sono stati messi a disposizione, nel dicembre 2020, fino a marzo 2023, "i vaccini anti-Covid hanno ridotto le morti dovute alla pandemia di almeno il 59%, salvando oltre 1,6 milioni di vite nella regione europea dell'OMS". È uno dei risultati di un nuovo studio dell'Ufficio regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'Europa, pubblicato su 'The Lancet Respiratory Medicine’.

Senza vaccini i morti per Covid sarebbero stati quasi il doppio

Il lavoro "rivela che il bilancio delle vittime di Covid nella regione, attualmente pari a 2,2 milioni, avrebbe potuto essere di 4 milioni senza i vaccini", evidenzia l'OMS Europa in una nota. La maggior parte di coloro che sono stati salvati aveva 60 anni o più, il gruppo a più alto rischio di malattia grave e di morte per Sars-CoV-2.

Più vite salvate nei Paesi che hanno avviato campagne di vaccinazione precoce

I Paesi che hanno implementato programmi di vaccinazione precoce con i quali hanno coperto ampie fasce della popolazione - come Belgio, Danimarca, Islanda, Irlanda, Israele, Paesi Bassi, Malta e Regno Unito - hanno registrato i maggiori benefici in termini di numero complessivo di vite salvate.

Pertanto la vaccinazione contro il Covid continua a essere importante per le persone ad alto rischio di gravi esiti. Le persone ad alto rischio devono rimanere vigili e a seguire le raccomandazioni nazionali sui vaccini anti-Covid. Dal canto organizzativo e strategico, gli Stati membri della regione europea dell'OMS devono continuare a implementare la vaccinazione mirando a proteggere sempre meglio le persone più vulnerabili.

 

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